THEKITCHENTHEORY

DaCru Dance Company

11 luglio

Il primo luogo da raggiungere al mattino e l’ultimo da visitare prima di andare a dormire.

Una zona di transito vivace o solitaria, ma sempre e comunque piena di odori, ricordi, sensazioni, attese e infiniti stati sospesi.

Dura tutta la vita questa relazione densa e profumata fatta di rumori fluidi e familiari, di spazi imparati a memoria e, su ogni cosa, potenti come sovrane, regnano le parole.

La stanza delle parole, escono dalla bocca come dervisci rotanti, capaci di schivare, sfiorando dolcemente o conficcarsi come lame. Restano lì sospese per anni, quasi diventano un’eredità, aleggiano in ogni pertugio e sovente sono le memorie delle famiglie.

La cucina è l’area prescelta per affondare i denti e i sensi in preziosi nutrimenti, ma soprattutto è lo spazio dove si parla.

Parole. Parole. Un fiume in piena, ognuna diversa dall’altra, lunghe ed elastiche come alghe o rigide e appuntite, s’impossessano della bocca per urlare l’ incomprensione o la denuncia della solitudine, o parlare dell’amore.

Numerose come chicchi di riso, necessarie tutte per dire in mille modi la stessa cosa e troppo poche per riuscirci.

E’ un racconto teatrale.

Al linguaggio tecnico dei danzatori, pulito, estremamente virtuoso e frutto di un lungo ed emotivo legame con i coreografi stessi, si affianca una forza interpretativa, scenica e umana.

La gestualità urban dei DaCru lega il mood metropolitano a quello del teatro, creando una fusione estremamente contemporanea che facilmente raggiunge e conquista qualsiasi pubblico.

  • Coreografia

    • Marisa Ragazzo
    • Omid Ighani
  • Luci

    • Gianluca Cappelletti

  • Danzatori

    • Omid Ighanì
    • Samar Khorwash
    • Alessandro Marconcini
    • Serena Stefani
    • Claudia Taloni
    • Tiziano Vecchi