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SUMMARY:Style & Culture | A Celebration in Dance
DESCRIPTION:Scarica Programma di SalaPrenota BigliettoStyle & Culture | A Celebration in DanceSpettacolo gratuito offerto da Fondazione CR Firenze nell’ambito del programma LA FONDAZIONE PER TE.Info e prenotazioni\nfondazionecrfirenze.it/fondazioneperte/\nfondazioneperte@fcrf.it\n+39 055 0317740 \nMaggiori Informazioni saranno disponibili a breve \nPrenota Biglietto
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SUMMARY:TWILIGHT IN THE ROUND
DESCRIPTION:Scarica Programma di SalaAcquista BigliettoTWILIGHT IN THE ROUND \n  5° Annual Call for Artists \n  Coreografi e Compagnie Europee \n  DÉJÀ DONNÉ (Italia)\nRAVE.LCoreografie: Virginia Spallarossa\nRegia: Gilles Toutevoix\nCon: Vittoria Franchina\nCreazione luci: Giacomo Gorini\nMusica: Maurice Ravel\nCostumi: Mirella Salvischiani \nProduzione Déjà Donné con il sostegno di MiC e Regione Lombardia \nSpettacolo selezionato alla NID Platform 2025 \nRAVE.L è lo spettacolo di uno spazio senza tempo. Un progetto cullato con passione dopo un lungo periodo di studio e di lavoro intorno a un allestimento non narrativo ma visionario\, dinamico e strettamente legato al potere evocativo della musica di Ravel. Il Rave di Ravel incontra la danza che\, tra volo e abisso\, accorda evanescenza e inquietudine\, alienazione e acume. La voce del corpo si affranca e si libera dal peso; il peso di dover dire spiegare e che permette il vivere sospeso tra umano e sovrumano. La danza e la musica tracciano la strada del viaggio fisico e mentale\, come metafora di una vita ritmata da continui processi di ricerca e di liberazione attraverso percorsi di sovversione. Tattilità e prossemica costituiscono la base della riflessione e indagine coreografica attraverso una ricerca della percezione del movimento nel tempo e la sua memoria. La tessitura ritmica è affidata a una partitura coreografica che resiste alla rarefazione musicale e trova il suo senso nello stato profondo neurobiologico del flow. Un presente che resta presente\, supera il tempo Kronos e vive in quello trascendente ed eterno\, capace di far emergere la profondità delle cose nascoste nella loro superficie. \nCamilla Esposito (Italia)\nWhat’s Done Cannot Be Undone Di e con Camilla Esposito\ncon il supporto di Kinesis CDC\nMusiche: Franz Schubert\, “Piano Trio No. 2 in E-flat major\, D. 929: 2nd mv” e Ezio Bosso\,”Air\, On the First Star Of The Night”. \nUn assolo coreografico ispirato alla figura di Lady Macbeth\, donna ambiziosa e determinata che\, spingendo il marito verso una catena di delitti per conquistare il potere\, precipita \nprogressivamente nella follia e nel rimorso. \nLa coreografia indaga la trasformazione del personaggio attraverso un linguaggio fisico che alterna controllo e cedimento\, precisione e perdita di equilibrio. Il corpo attraversa stati \nopposti: forza\, manipolazione\, desiderio\, fragilità. Il movimento nasce da tensioni trattenute\, impulsi improvvisi e gesti reiterati che emergono come tracce della colpa. \nLe mani diventano il simbolo centrale del lavoro: cercano di cancellare un sangue invisibile che continua a riaffiorare\, trasformando il gesto in un’ossessione. La progressiva disgregazione del personaggio si manifesta in una danza sempre più instabile e vulnerabile. \nPensato per uno spazio scenico circolare e per la dimensione sospesa del tramonto\, l’assolo crea una relazione ravvicinata con il pubblico\, esponendo il corpo da ogni prospettiva e \ntrasformando la scena in un luogo di tensione continua. \nLiberamente ispirato all’omonimo personaggio di William Shakespeare\, il lavoro esplora tematiche profondamente attuali come l’ambizione\, il rapporto tra potere e identità\, la pressione sociale esercitata sul corpo femminile e il conflitto tra desiderio personale e responsabilità morale. Un’indagine sul prezzo delle proprie scelte e sull’impossibilità di sottrarsi alle loro conseguenze: what’s done cannot be undone. \nPaolo Rizzo (Italia)\nN O R | OtherworldInterpreti: Paolo Rizzo\, Tommaso Maragno\nCoreografia: Paolo Rizzo\nAssistente coreografico: Tommaso Maragno\nMusica AA. VV.; mix by Paolo Rizzo \nN O R | Otherworld prende forma dalla ricerca del sacro\, affondando le sue radici nella più antica religione umana. Rappresenta una delle prime e più autentiche espressioni del desiderio umano di andare oltre l’esperienza sensibile\, di interrogarsi su ciò che non è immediatamente visibile ma profondamente percepito. \nÈ un culto che nasce dal bisogno primordiale di connessione con l’invisibile\, con le forze della natura e con dimensioni altre dell’esistenza. La trance sciamanica è una soglia tra vita e morte\, uno spazio liminale attraverso cui lo sciamano accede all’Oltremondo e mette in discussione la stabilità del reale. \nN O R si configura come un’indagine sulla relazione di reciproca dipendenza tra le due dimensioni: lo sciamano cerca la visione\, lo spirito cerca la carne. In questa tensione\, le categorie si incrinano e si ridefiniscono continuamente. Ciò che è umano si apre all’alterità\, mentre ciò che è immateriale tende verso l’incarnazione. \nIn questo senso\, l’Oltremondo non viene inteso come un altrove distante o separato\, ma come una dimensione che coesiste con l’umano\, un riflesso che lo abita e lo trasforma. Ma come distinguere spirito e carne quando il confine tra loro è così flebile? \nMole’s (Italia)\nIt’s just a burning memory Coreografia: Matilde Molendi e Giovanni Molendi\nDanzano: Matilde Molendi e Giovanni Molendi \nUna donna che un tempo ha vissuto appieno i ruggenti anni Venti torna ai ricordi di un amore passato da tempo. Un valzer intimo e tenero la lega a un amore nostalgico che è già finito\, eppure continua a seguirla giorno e notte attraverso le tranquille stanze della sua solitudine. \nQuesto amore respira accanto a lei come un fantasma familiare\, dolce e implacabile. \nOra estranea a una società progressista e accelerata che non la riconosce più\, esiste ai suoi margini\, sospesa tra presenza e scomparsa. Il ritmo del mondo la spinge verso l’instabilità\, verso un fragile stato di resa inconscia\, dove la resistenza svanisce. \nSenza altro rifugio se non la memoria\, sprofonda lentamente nei suoi ricordi\, rivivendo frammenti di calore\, giovinezza e desiderio. \nOgni giorno è consumata dal passato\, dissolvendosi nei suoi echi\, mentre il tempo la erode dall’interno\, lasciando solo il ritmo di una danza scomparsa. \nViola Beneventano (Italia)\nCamere Regia: Vaga Project (Viola Beneventano e Arianna Guaglione)\nCoreografia: Vaga Project\nScenografia: Artur Abolyanin\nMusica: Artur Abolyanin \nIn un pre-tempo esistono due anime che si sono conosciute e incontrate\, hanno percorso un tratto di vita assieme\, si sono amate e sono state dolorosamente costrette a dividersi. nell’anima che ancora rimane\, l’essere\, brilla la luce della sua metà strappata\, l’altro. \nRipercorrendo il percorso evolutivo della loro complicità amorosa\, i due si riscoprono: imparano nuovamente a camminare\, si incontrano per la prima volta\, si annusano\, si amano\, si odiano e si spezzano. \nIl tempo è finito\, l’essere non può che compiangere l’altro che è già dipartito. \nCamere è la modalità con cui i due protagonisti del racconto si sono vissuti durante la loro storia d’amore: un rapporto di contiguità\, di appartenenza ma non di possesso\, una solitudine scelta come tale\, ma nello stesso tempo la volontà di avere un amante prediletto. \ncamere era il frutto più completo del loro amore\, perché anche nella separatezza loro si appartenevano e continuavano ad amarsi. \nSentivano di vivere il contatto con il loro amante come sapendo intimamente che prima o poi si sarebbero lasciati; la separazione era una forza costruttiva della loro relazione\, ne faceva parte assieme all’idea di attrazione\, crescita e desiderio sessuale. \nUna crepa spezza drasticamente la loro relazione\, separandoli ma solo fisicamente. Thomas si ammalerà anni dopo\, occasione per entrambi di rivedersi. leo\, devastato da tutto quello che potevano vivere prima della definitiva dipartita dell’amante\, si chiude in un silenzio serrato che lo porterà quasi al delirio Leo cammina immerso nel buio\, illuminato solamente dal corpo luminoso che porta addosso. questa zavorra di luce cammina al \nposto di thomas\, ne ha le sembianze e la stessa andatura; l’unica differenza è che non ha più un corpo fisico\, di lui rimane solo l’aura luminosa. \nLeo fatica a muoversi\, diviso tra il proprio movimento e la meccanicità con la quale deve riuscire a muovere la luce-thomas. La loro danza si divide tra fatica\, amore\, lotta\, passione. Leo non capisce chi sia lo strumento luminoso che sta portando addosso\, che muove con fatica\, del quale è attratto ma anche respinto e picchiato. Poi capisce. \nI segni dell’altro che porta attaccati al corpo sono un dono\, un ricordo perenne di quello che sono stati insieme e lui ha il privilegio di portarlo sempre accorato a sé. Il suo procedere claudicante diventa una processione religiosa\, una contemplazione che prende la forma di preghiera. si scopre un nuovo essere\, impara nuovamente a camminare e a vivere nel mondo nella sua nuova pelle. \nTjaša Bucik (Slovenia)\nJumping Over the Skin Regia e Coreografia: Tjaša Bucik e Anja Möderndorfer\nDanzano: Tjaša Bucik e Anja Möderndorfer\nMusica: Danijel Bogataj \nJumping Over the Skin è un rituale tradizionale dei minatori\, che simboleggia un passaggio nel mondo sotterraneo. La Miniera di Mercurio di Idrija\, dichiarata Patrimonio Mondiale dell’UNESCO\, è rimasta in attività per quasi 500 anni ed è la seconda miniera di mercurio più grande del mondo. Nelle sue gallerie sotterranee\, che raggiungono profondità fino a 400 metri\, i minatori hanno lavorato tra il 1490 e il 1995. Durante il suo periodo di maggiore attività\, vi erano impiegati oltre 1.000 minatori. \nL’attività mineraria è una professione impegnativa e incerta\, segnata dalle conseguenze del lavoro in condizioni insalubri. Allo stesso tempo\, essa forniva una fonte di reddito\, solidarietà\, cameratismo e fiducia reciproca. Il nonno dell’autrice\, suo padre e suo zio erano \nminatori a Idrija. La performance di danza si basa sui racconti di suo nonno sulla professione mineraria\, così come sulle esperienze dei suoi colleghi minatori e delle loro famiglie\, condivise nelle conversazioni con il suo compagno Srečko. Frammenti di questi dialoghi costituiscono la struttura della performance\, che esplora gli strati fisici e simbolici della miniera di mercurio — la sua storia\, i ritmi e le tracce che essa lascia sul corpo e all’interno della comunità. \nL’opera intreccia contrasti: l’oscurità delle gallerie e il calore della casa\, il peso del lavoro e l’intimità della vita quotidiana\, il mestiere minerario e l’arte del merletto. \nJumping Over the Skin è una raccolta di paesaggi emotivi e impronte corporee di un luogo plasmato dal suo passato industriale. \nAttraverso il movimento\, la performance riflette su come il patrimonio e la memoria modellino l’identità personale e collettiva. \n\n\nPrezzo € 20\,00 • INTERO (in prevendita)*\nPrezzo € 18\,00 • RIDOTTO 1 (in prevendita)* (Soci Unicoop Firenze\, Chianti Banca\, over 65\, Allievi scuole di danza\, Studenti under 26\, Bambini 7 – 13 anni) \nBambini: gratuito fino a 6 anni non compiuti.\nDisabili: biglietto ridotto e accompagnatore gratuito (posto preferenziale) \nI visitatori del Museo di San Marco potranno accedere agli spettacoli del Festival con una tariffa ridotta presentando il biglietto d’ingresso al museo in cassa \n\n\n*I prezzi indicati si intendono esclusi di diritti di prevendita e commissioni. \nNB: Biglietti Acquistabili presso punti vendita e online \nAcquista Biglietto
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SUMMARY:BALLETTO DI VENEZIA: "Stelle di Domani"
DESCRIPTION:Acquista BigliettoBALLETTO DI VENEZIA (ITA)Stelle di domaniRipercorrendo gli estratti dei più grandi balletti del repertorio classico e creazioni neoclassiche e contemporanee\, questo gruppo di talenti stratosferici esibirà la sua rara luce di stella nascente. \n“Morte del cigno”Assolo\nMusica : Camille Saint Saens\nCoreografia : Michael Fokine \n“La bella addormentata”Assolo II atto del principe Desiré\nMusica : Piotr Ilitch Tchaikovsky\nCoreografia : Marius Petipa \n“Corsaro”Passo a due\nMusica : Riccardo Drigo\nCoreografia : Marius Petipa \n“Il lago dei cigni”Atto II\, passo a due\nMusica : Piotr Ilitch Tchaikovsky\nCoreografia : Marius Petipa \n“Coppelia”Passo a due\nMusica : Leo Delibes\nCoreografia : Arthur Saint-Léon \n“The Sun in their eyes”Assolo\nMusica: N. Frahm\, F.S Blumm\nCoreografia : Peter Hull \n”Don Quichotte”Passo a due\nMusica: Leon Minkus\nCoreografia: Marius Petipa \nPrezzo €30\,00 • INTERO (in prevendita)*\nPrezzo €25\,00 • RIDOTTO 1 (in prevendita)* (Soci Unicoop Firenze\, Chianti Banca\, over 65\, Allievi scuole di danza\, Studenti under 26\, Bambini 7 – 13 anni) \nBambini: gratuito fino a 6 anni non compiuti.\nDisabili: biglietto ridotto e accompagnatore gratuito (posto preferenziale) \nI visitatori del Museo di San Marco potranno accedere agli spettacoli del Festival con una tariffa ridotta presentando il biglietto d’ingresso al museo in cassa \n*I prezzi indicati si intendono esclusi di diritti di prevendita e commissioni. \nNB: Biglietti Acquistabili presso punti vendita e online \nAcquista Biglietto
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