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FESTIVAL AU DÉSERT FIRENZE – “Amadou & Mariam”

XII Festival au Désert – Fondazione Fabbrica Europa

 

Per la XII edizione del FESTIVAL AU DÉSERT FIRENZE, nato nel 2010 dalla collaborazione tra il Festival au Désert di Essakane e la Fondazione Fabbrica Europa, arrivano dal Mali i cantanti e musicisti non-vedenti AMADOU & MARIAM, che hanno legato il proprio percorso a star quali Manu Chao e Jovanotti e da anni rappresentano un simbolo di apertura, riscatto e solarità. A Firenze – in duo sul palco esattamente come ai loro esordi – portano una versione intima e al tempo stesso raggiante della loro musica, per un doppio concerto che l’1 e il 2 luglio regalerà tutta la profondità e l’essenza della loro terra (Chiostro Grande di Santa Maria Novella, ore 20.30, biglietti 13 euro / 10 ridotto + dpv).

AMADOU & MARIAM

 

Mali, fine anni ’60: Amadou Bagayoko, chitarrista del gruppo pop Ambassadeurs du Motel de Bamako, incontra la cantante Mariam Doumbia all'”Istituto per giovani non vedenti” di Bamako, la capitale del Paese. L’incontro si rivela decisivo per la vita professionale e privata dei due artisti. I due diventano coppia fissa in tutti i sensi: lavorano insieme, si sposano, hanno 3 figli, scorrazzano e si esibiscono per tutta l’Africa, dal Burkina Faso alla Costa d’Avorio dove, nel 1988, producono cinque cassette del nigeriano Aliyu Maikano Adamu. La loro fama si spande per tutta l’Africa Occidentale, dove sono conosciuti come Amadou e Mariam, la coppia di non vedenti del Mali.

Negli anni ’90 Amadou e Mariam valicano i confini del continente nero e sbarcano in Europa, nel Regno Unito e soprattutto in Francia, dove entrano in contatto con altre realtà musicali: il blues americano, i ritmi cubani e indiani, la musica folk francese, tutti generi che arricchiscono il loro bagaglio andando ad arricchire il loro stile, peraltro già improntato verso atmosfere blues nei pezzi più introspettivi e funk in quelli più movimentati.

Verso la fine del millennio Sonodisc e Polydor siglano accordi con i due artisti africani, contratti che si concretizzano con la pubblicazione di dischi inediti e la rimasterizzazione e la ristampa dei loro primi lavori. Il duo gode di grande visibilità quando una loro canzone, Mon Amour, Ma Chérie, viene selezionata come brano d’apertura del cd della Putumayo “Mali To Memphis: An African-American Odyssey”, una raccolta che comprende mostri sacri del blues come Muddy Waters e John Lee Hooker. Dopo qualche tempo la coppia riesce a ritagliarsi un suo pubblico e una schiera di estimatori, e infatti entra regolarmente nelle classifiche francesi con i propri dischi. Ma una nuova svolta arriva, davvero inattesa, grazie a Manu Chao, che rimane incantato dai due performer africani quando ascolta un loro travolgente brano, Chauffeurs, presente nell’album “Wati” (2003). L’ex frontman dei Mano Negra è così entusiasta che decide di produrre personalmente il nuovo album di Amadou e Mariam, disco che esce nel 2004 col titolo Dimanche à Bamako. Il primo singolo estratto è La Réalité, brano dal vago sapore dance anni Settanta, ma le canzoni in cui il tocco dell’autore di “Clandestino” si fanno sentire maggiormente sono Sénégal Fast Food, Camions Sauvages e Politic Amagni, brillante pezzo di afro funky-rap dal testo politicamente esplicito.

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